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Gravel nel nord Italia: guida ai percorsi, ai fondi e a come leggerli prima di partire

“Gravel” è una parola che in italiano significa ghiaia. Ma chi pedala lo sa che significa molto di più: significa l’odore della terra bagnata dopo la pioggia, la vibrazione dei ciottoli sotto le ruote, la curva senza segnaletica che chiede di decidere. Questa è la guida che usiamo per spiegare ai nostri ospiti cosa troveranno, prima ancora che salgano in sella.

Nel ciclismo, “gravel” indica qualsiasi percorso che si discosta dall’asfalto: strade sterrate, fondi in ghiaia compatta, carrarecce agricole, sentieri boschivi, piste forestali. Ma la definizione tecnica non basta a descrivere l’esperienza.

Un percorso gravel è prima di tutto un percorso che cambia. Inizia su asfalto, poi svolta su una strada bianca, poi entra in un bosco, poi risale una carrareccia tra i vigneti. Non si pedala su un fondo uniforme e prevedibile: si pedala su un territorio. E questo richiede una bici e una testa diversa rispetto al cicloturismo su strada.

Nel nord Italia, e in particolare nell’area di Verona, il gravel ha un significato geografico preciso. Le colline moreniche del Lago di Garda, le strade bianche della Valpolicella, i percorsi sull’altopiano della Lessinia, le piste forestali delle Prealpi: tutto questo è gravel. Territorio vivo, non infrastruttura ciclabile.

C’è però anche qualcos’altro. Chi sceglie il gravel vuole stare fuori dal traffico, lontano dall’edificato. È un desiderio di selvatico. Non abbiamo le pianure sconfinate del Midwest americano né i boschi infiniti della Finlandia, ma abbiamo un paesaggio straordinariamente vario e luoghi che si raggiungono solo abbandonando l’asfalto. Il gravel non è la scorciatoia tra due punti su strada. È la scelta di un fondo diverso perché quel fondo porta dove l’asfalto non arriva.

Quando prepariamo un percorso gravel, non guardiamo solo i chilometri e il dislivello. Guardiamo il fondo e lo classifichiamo. Perché due percorsi identici per distanza e quota possono essere completamente diversi a seconda della qualità della strada, della larghezza del sentiero, della presenza di sassi irregolari o di tratti bagnati e scivolosi.

Abbiamo sviluppato nel tempo una scala a 5 livelli che usiamo internamente e che condividiamo con i nostri ospiti prima della partenza. È lo stesso metodo con cui valutiamo i percorsi ogni volta che li pedaliamo per la prima volta, o dopo una stagione di piogge.

G1: Sterrato compatto, quasi come l’asfalto Carrarecce agricole ben tenute, ghiaia fine pressata, piste ciclabili su ex ferrovie dismesse. Fondo prevedibile, larghezza sufficiente per pedalare senza preoccuparsi della linea. Adatto a qualsiasi bici con pneumatici da 35 mm in su. Esempio: tratti della Ciclovia dell’Adige fuori dal percorso principale, strade bianche di pianura nella Pianura Padana.

G2: Sterrato variabile, qualche sasso Strade bianche collinari con fondo irregolare, brevi tratti su ghiaia più grossa, carrarecce con solchi creati dai trattori. Il fondo cambia, richiede attenzione ma non tecnica specifica. Pneumatici da 38 mm o più. Esempio: strade bianche della Valpolicella, percorsi tra i vigneti del Bardolino, colline moreniche del Garda orientale.

G3: Ghiaia grossa, sentieri boschivi, pendenze irregolari Tratti con pietre più grosse, sentieri forestali con radici e buche, discese su ghiaia sciolta. Richiede bici gravel con pneumatici da 40 mm tassellati e una certa pratica nella gestione del mezzo in discesa. Esempio: percorsi sulla Lessinia, strade di montagna sopra Fumane e Marano di Valpolicella.

G4: Fondo tecnico, guida attiva Sentieri singletrack stretti, pietraie, tratti esposti con ghiaia sciolta in discesa. Non si può pedalare in automatico: occorre scegliere la linea, modulare la frenata, gestire il peso sulla bici. Non è mountain bike, ma si avvicina. Pneumatici da 42 mm o più, esperienza di guida su sterrato. Esempio: alcune salite nelle Prealpi Veronesi, sentieri sul Monte Pastello.

G5: Avventura: fondo imprevedibile, condizioni variabili Percorsi su fondo naturale non mantenuto, con possibili tratti fangosi, sabbiosi o su roccia. Non pianificabili con certezza: dipendono dal meteo recente. Richiedono skill tecniche, bici specifica e la capacità di leggere il terreno in tempo reale.

Un percorso gravel reale combina quasi sempre più livelli nella stessa giornata. Un’uscita in Valpolicella può iniziare su G1 (sterrato compatto tra le vigne), salire a G3 (sentiero boschivo), tornare su G1 e concludersi su asfalto. Dichiarare il livello di un percorso significa indicare il livello massimo che si incontra  non la media.
Una precisazione utile: il catalogo gravel di Itinera Bike copre percorsi dal G1 al G3. Il G4 e il G5 appartengono a un’altra categoria di esperienza, più vicina alla mountain bike.

La bici gravel ha alcune caratteristiche costruttive precise: manubrio a goccia (come la bici da corsa), geometria più stabile e rilassata, pneumatici larghi con battistrada tassellato, freni a disco. È progettata per essere veloce sull’asfalto e sicura sullo sterrato: un compromesso riuscito tra la bici da corsa e la mountain bike.

Ma non è obbligatoria. Quello che conta davvero non è la marca della bici, è il pneumatico. Un pneumatico troppo stretto (meno di 35 mm) su fondi G2 o G3 perde trazione, scivola e fa fatica in discesa. Un pneumatico da 40 mm tassellato risolve la maggior parte dei problemi su percorsi fino al livello G3.

Larghezza del pneumatico: minimo 35 mm per G1-G2, 40-45 mm consigliati per G3. Il disegno (tassellato o liscio) fa differenza su bagnato e ghiaia sciolta.

Pressione: un pneumatico largo, sgonfio leggermente, assorbe meglio le vibrazioni e aumenta la superficie di contatto. Sul gravel si pedala a pressioni inferiori rispetto all’asfalto. Lo facciamo noi, prima che parta.

Freni a disco: fondamentali per avere potenza frenante modulabile su fondi irregolari, specialmente in discesa su G3. Le bici del nostro parco gravel le hanno tutte.

Geometria: una bici con geometria più stabile (passo più lungo, angolo di sterzo più aperto) è meno nervosa sui fondi irregolari. Non tutte le gravel sono uguali su questo punto.

Da Itinera Bike le gravel del nostro parco bici sono selezionate per uso cicloturistico su fondi G1-G3. Non sono bici da gara: sono bici da viaggio su sterrato. Prima di assegnartene una, ti chiediamo dove vuoi andare e su che tipo di fondo. Poi regoliamo la pressione dei pneumatici in base al percorso specifico.

Chi si avvicina al gravel per la prima volta spesso fa questa domanda: “ma quanto sterrato c’è?” Come se la quota di asfalto fosse una rassicurazione e quella di sterrato un rischio da calcolare. Col tempo cambia prospettiva.

Il valore di un buon percorso gravel è esattamente nella varietà: un tratto su asfalto per prendere ritmo, poi una svolta su sterrato che apre un paesaggio diverso, poi un breve sentiero boschivo, poi di nuovo la strada. I tratti asfaltati non sono la parte “normale” del percorso: sono le transizioni. Permettono di rifiatare, di guardare il paesaggio, di fare rifornimento d’acqua prima di tornare su fondo irregolare.

In Valpolicella questa alternanza è particolarmente riuscita. Si parte da Verona su asfalto, si sale tra i vigneti su strade bianche che profumano di terra e foglia di vite, si entra in bosco su un sentiero stretto, si ridiscende su una carrareccia con vista sul lago. In un’ora e mezza di pedalata si attraversano quattro paesaggi diversi. Nessuno di questi è raggiungibile su solo asfalto.

Il gravel non nega la strada, la abbandona quando c’è qualcosa di meglio dall’altra parte.

Valpolicella wine gravel — G1/G2 Il percorso più accessibile per chi si avvicina al gravel per la prima volta. Si parte da Verona o da San Pietro in Cariano e si pedala tra i vigneti dell’Amarone: strade bianche ben tenute, pochissimo traffico, dislivello moderato. Lungo il percorso si incontrano cantine che producono alcuni dei vini rossi più famosi d’Italia. È un percorso che funziona in ogni stagione, ma in settembre, durante la vendemmia, è un’altra cosa. Distanza: 40-55 km circa. Dislivello: 600-800 m. Bici: trekking con pneumatici da 38 mm o gravel.

Lessinia plateau — G2/G3 L’altopiano della Lessinia è il territorio gravel più vario nell’immediato entroterra veronese. A quota 1.000-1.200 metri, si pedala su piste forestali, strade agro-silvo-pastorali e brevi sentieri tra i faggi. Il fondo cambia spesso: compatto, poi più sconnesso, poi ghiaia grossa nelle discese. I panorami sull’altopiano e verso le Prealpi sono tra i più silenziosi che esistano a meno di un’ora da Verona. Distanza: 45-70 km a seconda dell’anello. Dislivello: 1.000-1.400 m. Bici: gravel con pneumatici da 40 mm tassellati. Non adatto alla trekking standard.

Colline moreniche del Garda — G1/G2 Le colline moreniche tra Verona e il Lago di Garda sono percorse da una rete di strade bianche e carrarecce agricole che collegano borghi, frantoi e cantine. Fondo quasi sempre compatto, dislivello ondulato senza strappi impegnativi. È il percorso giusto per chi vuole scoprire l’entroterra gardesano senza l’affollamento della sponda lacustre. In primavera fioriscono gli olivi; in autunno è tempo di raccolta. Distanza: 35-60 km. Dislivello: 400-700 m. Bici: trekking con pneumatici da 38 mm o gravel.

Lago di Garda tra Alpi e colline — G2/G3 Il territorio gardesano offre molto più del giro del lago. Allontanandosi dalla sponda e salendo verso le prime alture, si apre un sistema di strade bianche e piste agro-silvo-pastorali che collegano borghi dell’entroterra, uliveti terrazzati e boschi con affacci sul lago. Il fondo alterna sterrato compatto a tratti più sconnessi con ghiaia grossa nelle salite. Il dislivello è presente ma gestibile, e il paesaggio ripaga ogni metro: sotto ci sono il lago e la pianura, intorno le Prealpi. Distanza: 45-65 km a seconda del tracciato. Dislivello: 800-1.200 m. Bici: gravel con pneumatici da 40 mm tassellati. Non adatto alla trekking standard sui tratti più tecnici.

Devo essere un ciclista esperto per fare gravel? Sì, un minimo di allenamento è necessario. Il gravel non è adatto a chi è alle prime armi in bici, nemmeno nella sua versione più accessibile: i fondi irregolari richiedono una certa dimestichezza con la sella e una gestione del mezzo che si acquisisce solo pedalando con regolarità. Chi esce in bici almeno un paio di volte a settimana non avrà problemi sui percorsi G1-G2 della Valpolicella o delle colline moreniche. I percorsi G3 in Lessinia e sul Garda richiedono invece esperienza sullo sterrato e la bici giusta. La cosa più importante è scegliere il percorso giusto per il proprio livello, non gonfiare le aspettative per poi trovarsi in difficoltà a metà salita.

Posso fare gravel con la mia bici da corsa? Meglio di no. Una bici da corsa con tubeless da 32 mm riesce a gestire fondi G1 e qualche tratto leggero di G2, ma oltre questo il rischio forature aumenta in modo significativo e il controllo in discesa peggiora. Se la tua bici da corsa monta meno di 32 mm di pneumatico, non è la scelta giusta per il gravel: meglio noleggiare una gravel che è già pronta per quello che troverai sotto le ruote.

La traccia GPX è affidabile anche su percorsi gravel? Sì, con una premessa. Le tracce che diamo ai nostri ospiti sono aggiornate e includono note sui punti critici, ma il gravel richiede sempre un po’ di autonomia mentale per gestire l’imprevisto.  I percorsi cambiano dopo le piogge, alcuni sentieri boschivi possono essere ostruiti stagionalmente, e in quota le condizioni variano velocemente. Le tracce che diamo ai nostri ospiti sono aggiornate e includono note sui punti critici, ma consigliamo sempre di partire con autonomia mentale per gestire l’imprevisto. Il gravel richiede un po’ di testa, non solo gambe.

Itinera Bike organizza uscite gravel guidate? Sì, su richiesta. Per i percorsi G3 in Lessinia e sul territorio del Garda tra Alpi e colline proponiamo sempre un accompagnatore locale che conosce il fondo in ogni stagione e sa dove il percorso può diventare insidioso dopo la pioggia. Per i percorsi G1-G2 forniamo traccia GPX, note di percorso e supporto telefonico.

Stiamo inoltre lavorando a nuovi itinerari gravel in Veneto: dalla pedemontana fino al Prosecco, sul Delta del Po, sull’Adriatico. Sia in formula self-guided che per gruppi su richiesta. Scrivici su itinerabike.com per costruire l’uscita su misura o per sapere cosa sta arrivando.